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Partire da soli dopo i 55 anni: come funziona davvero un viaggio di gruppo

Pubblicato il 6 min di letturaViaggiare da soli
Mani di un gruppo di viaggiatori attorno a un tavolino con tazzine di caffè e una cartina, durante una sosta in un borgo
In breve

Sì, si può partire da soli anche a 60 o 70 anni, e in un viaggio di gruppo è normale: molti partono da soli. C’è un accompagnatore italiano dall’inizio alla fine, la compagnia si trova a tavola e durante le visite, e per la camera scegli tu, singola o condivisa.

Hai voglia di partire, e hai anche un’idea abbastanza precisa di dove: un borgo da vedere sotto Natale, una città di mare, le Piramidi viste mille volte in fotografia. Quello che manca è la persona con cui andarci. Chi vive con te preferisce restare a casa, le amiche hanno già altri programmi, i figli hanno la loro vita.

A quel punto molti rinunciano, o rimandano all’anno dopo. Questa guida è per chi invece vuole capire come funziona davvero partire da soli con un gruppo: cosa succede il primo giorno, come si mangia, come si dorme, da dove conviene cominciare.

Si può partire da soli a 60 o 70 anni senza sentirsi fuori posto?

Sì. È la domanda che quasi tutti si fanno prima di prenotare, e la risposta è più semplice di quanto sembri: in un viaggio di gruppo chi parte da solo non è un’eccezione. Molti partono da soli, e alla partenza c’è quasi sempre qualcun altro nella tua stessa situazione.

Non è nemmeno una formula per pochi. Secondo un’indagine YouGov di marzo 2026, più di metà degli italiani sopra i 55 anni ha già fatto almeno un viaggio di gruppo.

Il gruppo, del resto, aiuta. Avete in comune il viaggio, gli orari, le cose da vedere: gli argomenti di conversazione non mancano. E siccome i gruppi sono ristretti, non ci si perde in una folla. Ci si riconosce già dal secondo giorno.

Com’è il primo giorno, dal ritrovo alla prima sosta caffè

Immagina la mattina della partenza. Arrivi al punto di ritrovo a Milano, con la valigia o con una borsa se è una gita di un giorno. Orario e luogo ti sono stati confermati qualche giorno prima, quindi non devi cercare nessuno: l’accompagnatore ti accoglie e ti dice dove salire.

Si sale sul pullman e ci si siede. Chi è venuto in coppia si siede accanto al proprio compagno, chi è venuto da solo si siede dove capita, ed è lì che di solito comincia tutto. Alla prima sosta per il caffè ci si scambia due parole sul programma, sul tempo, sui viaggi fatti in passato. Al rientro quella persona ha un nome, e a volte un numero salvato nel telefono.

L’accompagnatore resta con il gruppo dall’inizio alla fine. È il riferimento per ogni domanda pratica e, cosa che conta molto quando si parte da soli, si accorge di chi resta in disparte e lo coinvolge senza forzare.

A tavola, nelle visite, nel tempo libero: cosa cambia se sei solo

A tavola. È il momento che chi parte da solo teme di più, e spesso quello che va meglio. I pasti compresi si fanno sempre insieme: anche dove i tavoli sono assegnati, come in crociera, quelli del gruppo sono vicini. Nessuno mangia da solo in un angolo, e dalla seconda cena ognuno ha già i suoi vicini preferiti.

Durante le visite. Si cammina insieme dietro la guida, si fanno domande, ci si ferma a fotografare. Biglietti, orari e spostamenti sono già sistemati: a te resta il tempo di guardare.

Nel tempo libero. Ci sono momenti senza programma, e lì scegli tu: unirti a qualcuno per un giro, oppure prenderti un’ora tutta per te. Partire in gruppo non vuol dire stare sempre in gruppo.

Le esperienze da fare insieme. Nei nostri viaggi c’è spesso un’attività da fare in gruppo, come una degustazione, un piccolo corso di fotografia con lo smartphone o una camminata. È il modo più semplice per conoscersi: si ride degli stessi errori e si assaggia dallo stesso piatto. Nessuna è obbligatoria, e c’è anche chi preferisce guardare.

Camera singola o condivisa: come si sceglie

È la parte pratica che pesa di più, anche sul prezzo. Da noi funziona così.

  • Camera singola. Nei viaggi con pernottamento puoi avere la camera tutta per te. Le singole però sono in numero limitato, quindi conviene chiederla quando prenoti. Se è previsto un supplemento, te lo indichiamo per iscritto prima della prenotazione: cambia da viaggio a viaggio, e in alcune partenze non c’è.
  • Camera condivisa. Se ti fa piacere dividere la camera, e la spesa, dillo quando prenoti. Se nel gruppo c’è un’altra persona sola d’accordo, ti proponiamo una doppia insieme. Nessuno finisce in camera con qualcuno senza averlo chiesto.
  • Gite in giornata. Senza notte fuori il problema non si pone: chi viaggia da solo paga la stessa quota degli altri.

Se non sai cosa scegliere, per il primo viaggio prendi la singola: ti godi la compagnia di giorno e la tranquillità la sera. La condivisione potrai provarla la volta dopo, magari con qualcuno conosciuto in viaggio.

Il primo viaggio: meglio cominciare da una giornata

Se è la prima volta che parti con un gruppo, conviene cominciare in piccolo, con una gita in giornata o un viaggio di pochi giorni. Ti fai un’idea di come funziona, conosci l’accompagnatore, capisci il ritmo. E se qualcosa non ti convince, la sera sei a casa.

Domenica 6 dicembre, per esempio, si parte da Milano per Candelo e il Piazzo di Biella: il mercatino di Natale nelle cantine del Ricetto medievale, il pranzo insieme, la visita guidata al Piazzo e il rientro in serata. Si cammina poco e quasi sempre in piano, ed è tutto compreso a 95 €.

Se invece vuoi provare qualche giorno via senza fare e disfare la valigia, la minicrociera di primavera a Barcellona e Marsiglia, dal 31 marzo al 4 aprile 2027, è una buona seconda tappa. La nave si sposta di notte, il pullman da Milano a Savona è compreso, e nei giorni a terra c’è il tempo per stare insieme e anche per conto proprio.

Cosa chiedere prima di prenotare

Una piccola lista da tenere accanto al telefono quando ci chiami o ci scrivi:

  • quanto si cammina, e se ci sono scale o salite;
  • se c’è il supplemento singola, e quanto;
  • quali pasti sono compresi e quali no;
  • dov’è il ritrovo e a che ora si rientra;
  • se è prevista un’esperienza da fare insieme;
  • cosa succede se devi rinunciare.

Nessuna domanda è fuori luogo. Si prenota parlando con l’agenzia, al telefono o su WhatsApp, proprio per poterle fare tutte. Se vuoi vedere i passaggi uno per uno, li trovi in Come funziona.

In pratica

  • Partenze da Milano, con accompagnatore italiano dall’inizio alla fine
  • Gruppi ristretti
  • Camera singola nei viaggi con pernottamento, in numero limitato; l’eventuale supplemento è sempre indicato per iscritto prima di prenotare
  • Pasti compresi sempre insieme al gruppo, anche dove i tavoli sono assegnati
  • Doppia condivisa solo su richiesta
  • Gite in giornata: stessa quota anche per chi viaggia da solo
  • Prenotazione al telefono o su WhatsApp; contratto e assicurazione emessi da Stelema Viaggi, nessun pagamento online

Per approfondire: Parti anche da solo.

Informazioni verificate il 13 ottobre 2026.

Il consiglio dell’accompagnatore

Quando si fa un tour in pullman c’è sempre la corsa ai primi posti, perché si pensa di sentire meglio e di vedere di più dai finestrini. I posti migliori invece sono a metà pullman, vicino alla porta centrale: davanti non c’è nessuno, sono più spaziosi e hanno un ripiano dove appoggiare con comodità lo zainetto o il telefono.

— Stefano, Stelema Viaggi

Domande frequenti

C’è sempre il supplemento singola?

No, dipende dal viaggio. In alcune partenze non c’è, e nelle gite in giornata la questione non si pone. Quando è previsto è sempre indicato per iscritto prima della prenotazione. Le singole sono in numero limitato: se ti serve, chiedila presto.

Ci saranno altre persone che partono da sole?

Molti partono da soli, quindi è probabile. Se per una partenza precisa vuoi saperlo, chiedicelo.

La prossima volta posso venire con un’amica?

Certo. I gruppi sono fatti di coppie, amici e persone che partono da sole. Spesso ci si ritrova al viaggio dopo, a volte proprio con chi si è conosciuto la prima volta.

E se non mi trovo bene con il gruppo?

Parlane con l’accompagnatore, è lì anche per questo. Nel tempo libero puoi sempre ritagliarti i tuoi spazi. E se è la prima volta, una gita in giornata limita il rischio a una domenica.

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